Coaching: quello serio si fa così/2

Coaching: quello serio si fa così/2

29 Maggio 2024

La gabbia è aperta.
Lo è sempre stata, solo che prima non lo sapevi.
E adesso, finalmente, puoi scegliere se lasciare i tuoi pensieri intrappolati lì dentro o lasciarli andare, liberando anche te.

Quale metafora migliore per rappresentare una delle consapevolezze a cui si può arrivare grazie al coaching?

Un risultato del genere non è frutto del caso ma di un metodo preciso, che viene da una preparazione tecnica scrupolosa e di ore di studio, pratica e supervisione, che segue chiunque voglia esercitare la professione di coach in modo serio.

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Qui trovi la prima parte di questa miniserie, oggi invece ti racconto, a grandi linee, come è strutturata una sessione.

1️⃣ Si parte con l’individuazione dell’obiettivo di sessione (micro), tendenzialmente correlato all’obiettivo (macro) di percorso.
Questa fase può durare pochi minuti o occupare una buona parte della sessione, a seconda dello stato d’animo del/la coachee, dal suo grado di chiarezza rispetto alla situazione che porta, ecc.

2️⃣ Come secondo step si stabiliscono le metriche di successo della sessione (KPI).
Le domande tipiche di questa fase possono essere
“Cosa ti dirà, a fine sessione, che hai raggiunto xyz?”
– “Come ti sentirai, una volta ottenuto xyz?”

Questi KPI servono sia per evitare dispersione di focus che per misurare l’efficacia del lavoro svolto.
Anche l’obiettivo può essere ridefinito per renderlo più calibrato.

3️⃣ La parte centrale della sessione è quella delle “domande potenti”.
Il/la coach che sappia stare veramente nella presenza (competenza fondamentale), si mette al servizio del risultato che il/la coachee ha stabilito per sé, senza giudizio, aspettative o ansia da prestazione, nella fiducia che tutte le risorse che servono siano già lì, in attesa di essere liberate da un atto di consapevolezza.

4️⃣ Nella fase 3 ci si accorge, di solito, che la famosa gabbia è aperta.
La verifica dei KPI della fase 4 dirà se effettivamente è così o se servono ulteriori domande.

5️⃣ Per far sì che gli insight emersi si trasformino in comportamenti o cambiamenti concreti, spetta sempre al/la coachee definire un piano d’azione, la cui implementazione verrà verificata nella sessione successiva.
Anche questo aspetto di accountability contribuisce all’efficacia del coaching.

6️⃣ La sessione si chiude con la cosiddetta “capitalizzazione”, ovvero con una riflessione allargata rispetto alle risorse attivate, ai pattern riconosciuti, alle emozioni vissute in sessione, ecc.
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Non mi sorprenderei affatto se, come davanti ai famosi Tagli di Lucio Fontana, a qualcuno venisse la tentazione di dire “vabbè, che ci vuole?”
A queste persone auguro l’occasione di ottenere una risposta esaustiva.

Per tutto il resto, ti aspetto nei commenti o in una call conoscitiva gratuita 😉

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